Brundibár

Introduzione e breve storia

Brundibár è un’opera per bambini. Lunga 40 minuti, fu composta nel 1938 da Hans Krása con i testi di Adolf Hoffmesiter e partecipó ad un concorso di opere per bambini. Fu rappresentata la prima volta nella Praga occupata dai bambini dell’Orfanatrofio Ebraico in Belgicka Street. La seconda rappresentazione di Brundibár si tenne a Hagibor nel 1942, prima dell’inizio delle deportazioni degli Ebrei della Boemia e della Moravia. Nel luglio 1943, lo spartito di Brundibár venne introdotto clandestinamente nel campo dove fu riorchestrato da Krása per gli strumentisti presenti e capaci di suonare. La prima esibizione della versione di Terezín si tenne il 23 settembre 1943 nell’ingresso delle baracche di Magdeburgo.

Intuendo il potenziale propagandistico di questa enorme e popolare impresa artistica, i Nazisti organizzarono uno speciale allestimento di Brundibár per il film di propaganda Theresienstadt - eine Dokumentarfilm aus den jüdische Siedlungsgebiet (diretto da Kurt Gerron). La stessa messa in scena venne adottata in occasione della visita del campo da parte della Croce Rossa Internazionale nel settembre 1944. Si tratta dell’ultima delle cinque performances tenutesi nel ghetto di Terezín; due settimane dopo, iniziarono le deportazioni degli artisti ad Auschwitz e in altri Paesi dell’Est, ponendo fine alla maggior parte della produzione teatrale del campo.

Sinossi

La mamma di due fratellini, Aninka and Pepíček, è malata. Il dottore le ha prescritto di bere del latte e i due bambini vanno al mercato per procurarselo, ma non hanno soldi per comperarlo. Incontrano tre venditori ambulanti: un gelataio, un panettiere e un lattaio. I bambini chiamano a cantare il lattaio, ma lui gli dice che per comprare il latte hanno bisogno di denaro. All’improvviso, vedono sul lato opposto della strada Brundibár, il suonatore d’organetto. Vedendo che è molto acclamato, decidono di imitarlo (cantando una canzone sulle oche). Il pubblico reagisce seccato e lo stesso Brundibár li manda via. Tre animali – un passero, un gatto e un cane – giungono in loro soccorso e insieme chiamano a sè altri bambini. Cala la notte ed è subito giorno. I bambini cominciano gli esercizi mattutini e la folla si prepara per la giornata. I bambini continuano a cantare e coinvolgono Brundibár. Cantano assieme una dolce ninnananna. La folla si commuove e offre del denaro ai due bambini. Improvvisamente, Brundibár si impadronisce alla svelta del malloppo. I bambini e gli animali lo inseguono recuperando la refurtiva. L’opera si conclude con una marcia di vittoria sulla sconfitta del malvagio suonatore d’organetto.

Le caratteristiche della performance 1942-1944

Le prima esibizione di Brundibár fu un regalo dedicato al direttore dell'orfanotrofio ebraico, Moritz Freudenfeld in segno di riconoscimento. Fu diretta da Rafael Schächter. Dopo la deportazione improvvisa di Schächter a Terezín, Rudi Freudenfeld assunse la direzione delle prove. František Zelenka, ex architetto e scenografo del Teatro Nazionale e del Teatro Libero, assunse il ruolo di direttore dell'opera. Progettó un semplice insieme di tre grandi recinzioni costituite da più assi con tre poster appesi. I manifesti erano un passero, un gatto e un cane presentati ad arte, e gli attori che impersonificavano gli animali sfondavano i manifesti con loro testa all'entrata in scena. Dato che la scena si svolgeva nella sala da pranzo dell’orfanotrofio, che non aveva spazio o risorse per l’orchestra, erano sufficienti tre artisti: un pianista, un violinista e un batterista.

Rudi Freudenfeld decise di introdurre la partitura per pianoforte di Brundibár nel campo di Terezín nascondendola nel bagaglio assegnato di 50kg, giunto a destinazione il 7 luglio 1943. Ela Steinova Weissberger descrisse come venne selezionata per la parte di uno dei personaggi principali (il Gatto), spiegando che la sua stanza (La numero 28 della Casa delle Ragazze Ceche) era già ben nota per le sue attività musicali. La giuria chiese poi a Tella Polak (la madricha [leader] del locale) se conoscesse qualche cantante abile e lei fece il nome di Ela. Le audizioni preliminari si svolsero nella futura area dedicata alle prove: il sottotetto L417. Rafael Schächter fu il primo a tenere le audizioni e Weissberger ricorda:

‘Cosí siamo giunti nel sottotetto per partecipare alle audizioni. Ancora oggi i ragazzi mi chiedono, "Che cosa hai cantato per la tua audizione?", E io dico "La la la" - lui (Rafi Schächter) mi chiedeva quale livello vocale e quale (personaggio) mi interessasse'.

Due dei personaggi principali avevano già avuto il ruolo di cantanti in una performance de La Sposa Venduta e in altre produzioni operistiche.Rafi Schächter li ingaggió immediatamente per i ruoli principali: si trattava di Pintǎ Mühlstein (Pepíček) e Greta Hofmeister (Aninka). Ela Steinova intepretava il gatto, Stefan (e poi Rafi) Herz-Sommer il passero e Zdeněk Ornest il cane. Il piú importante fu pero Honza Treichlinger che interpetava il personaggio di ruolo di Brundibár in ogni performance. Secondo Rudi Freudenfeld:

'Brundibár rappresenta per i bambini un personaggio pieno di conflitti mentali. I bambini hanno sempre avuto simpatia per mendicanti e poveri, ma  Brundibár è orribile e malvagio. Honza seppe interpretare l’umanità di Brundibár con una naturalezza tale che anche se il personaggio era malvagio, divenne il beniamino dell’intero pubblico e non solo dei bambini.

Sapeva"arricciare i baffi" finti che erano attaccati sotto il naso. Li arriciava così bene e proprio al momento giusto che la tensione in sala calava e spesso i bambini si lasciavano andare’.

A causa della malnutrizione, i ruoli da protagonista rischiavano di non essere interpretati da nessuno. Secondo Joža Karas, gli artisti che interpretavano i personaggi principali (Aninka, Pepíček e Brundibár) recitarono in tutti gli spettacoli. L’affermazione suscita un acceso dibattito tra i due interpreti dei personaggi principali sopravvissuti. Weissberger afferma di essersi esibita in tutti gli spettacoli, mentre Greta Hofmeister Klingsberg non è d'accordo. Weissberger osserva che sia Maria Mühlstein (sorella di Pinta) che la sua amica Anna Flachova sostituirono la Hofmeister quando era malata, e Maria interpretava il passero al posto di Rafi Herz-Sommer. In ulteriori interviste con altri sopravvissuti, Hanka Polak Drori dice di aver interpretato il personaggio del cane, insieme a Susan Klein, varie volte sostituta di Zdenek Ornest.

E ancora a František Zelenka fu dato l'incarico di direttore di scena, stavolta con l'aiuto di una coreografa  viennese d'eccezione, Kamila Rosenbaum. Weissberger cosí commenta l’organizzazione delle coreografie:

'Le persone mi chiedevano"perché cerchi il movimento?" e io rispondevo: ‘Beh, in quella occasione [Brundibár] ho imparato a ballare per la prima volta, il valzer e tutto il resto, e quando ci è stato insegnato il valzer inglese...mia madre era un’ottima ballerina classica e un giorno le ho detto:"Mamma, voglio ballare con te un valzer inglese. "Mia madre mi ha guardato  e ha detto: "Dove hai imparato il valzer inglese?"e io ho risposto" La signora Rosenbaum ci ha insegnato a ballare", nelle prove di Brundibar. E cosí ho canticchiato e danzato con mia madre’.

Questa testimonianza ci dà un assaggio delle competenze "normali" che i bambini nella produzione acquisivano durante la preparazione di Brundibár. Qualcosa di semplice come la danza ha acquisito una pregnanza tale non solo nel campo di concentramento, ma anche come  ricordo positivo nel dopoguerra.

Zelenka inizió ad assemblare i materiali per il set, non facilmente reperebili nel campo. Con l'aiuto del burattinaio, Brumlik, Zelenka iniziò la costruzione della grande palizzata nel sottotetto Q319, una caserma che ospitava gli internati non vedenti. Brumlik era l’Hausältester (supervisore della caserma) responsabile. Assunse un giovane falegname, Jerry Rind, per trasportare i materiali necessari alla costruzione della recinzione,  procurandosi la materia prima nella Reitschule e portandola a Brumlik. Come ricompensa, gli fu concesso di assistere alle prove e ad almeno quattro rappresentazioni.

A Terezín, Hans Krasa scrisse una nuova partitura orchestrale per l’opera, arrangiandola per gli strumenti a disposizione: un flauto / un ottavino, un clarinetto, una tromba, una chitarra, un tamburello e una grancassa, un pianoforte, quattro violini, un violoncello, un contrabbasso e una fisarmonica. Con sua grande sorpresa, Schächter, che in quel momento era troppo occupato con altri progetti musicali diede a Rudi Freudenfeld il ruolo di direttore della produzione. Secondo il suo racconto:

'Andai da lui (Schächter)per le informazioni giornaliere. Il suo "studio" si trovava nel seminterrato L410. Lì sedeva davanti a un grande armonium e mentre cantava e suonava io dovevo dirigerlo. Aveva un modo tutto suo di dirmi cosa fare e dove mettere la mia "pinna" sinistra e in che modo, ma a poco a poco rivedemmo l'intera partitura. Segnavamo le entrate in scena,  i gesti da utilizzare e mi insegnava tutto quello che un direttore d'orchestra dovrebbe sapere. Alla prima prova d'orchestra, fu lui in primis ad occuparsi della parte orchestrale. Si poteva vedere che si divertiva molto. Quanto tempo era passato dall’ultima volta! Poi mi passó la bacchetta, stette in piedi accanto a me e io ho diretto l’orchestra. Quando si sono uniti anche i bambini, tutto era perfetto. E così sono diventato anch’io un direttore d’orchestra di Terezín '.

Le caratteristiche musicali di Brundibár

Di tutta la letteratura, Brundibár è l'unica opera di quel tempo scritta per i bambini e interpretata interamente  da essi (con un'orchestra di soli adulti). Altre opere importanti potrebbero aver influenzato sia Hoffmeister che Krasa: Der Jasager di Bertolt Brecht e Kurt Weill, Wir Bauen eine Stadt di Paul Hindemith, L'Enfant et les sortileges di Maurice Ravel, Hänsel e Gretel di Engelbert Humperdinck, Pierino e il lupo di Sergei Prokofiev e Příhody Lisky Bystroušky (The Cunning Little Vixen) di Leoš Janáček. Hoffmeister e Krasa probabilmente si sono ispirati direttamente al successo pedagogico di Der Jasager (eseguito più di 200 volte nelle scuole della Germania di Weimar). Questo è confermato da una citazione di Hoffmeister risalente al dopoguerra:

'Abbiamo scritto un'opera  simile ad un dramma didattico brechtiano,'  descriveva placidamente Adolf Hoffmeister nel dopoguerra, partito in tempo per l'Inghilterra ... ' grazie alla solidarietà tra tutti i bambini, essi hanno sconfitto da soli  il suonatore di organetto Brundibár, perché non si sono lasciati contaminare dalla sovversione'.

Il dottor Kurt Singer, un noto musicologo di Berlino, scrisse l’unico commento registrato della rappresentazione di Brundibár a Terezín:

Brundibár mostra come una breve opera attuale dovrebbe essere e sembrare, come si possa unire il piú alto gusto artistico con l’originalità di una creazione, e il carattere moderno con melodie vitali. Questo è un tema che affascina grandi e piccini, un intreccio con un leitmotiv morale che ricorda quello delle favole, dei canti popolari mantenuti semplici in sezioni corali e di tanto in tanto complessi in duetti e trii; un equilibrio sensibile della dinamica che si crea tra 12 strumenti e 36 cantanti. Abbiamo il tipico colore nazionale ceco, cioè la creazione della musica senza ricorrere alla sperimentazione moderna (in cui Krasa è un maestro), un equilibrio intelligente di effetti scenici tra lo spazio orchestrale e il palcoscenico, un'orchestra  organizzata sapientemente  con una linea di canto che non è mai oscurata o soffocata dagli strumenti ... in questa piccola opera, nata da una mente acuta eppure così piacevole all'orecchio, l’idea e la forma, il pensiero e la preparazione, il concetto e l'esecuzione sono uniti in un felice matrimonio di collaborazione reciproca: che si tratti i una grande o piccola produzione, di una canzone o di una sinfonia, di un coro o di un’opera, non ci può essere elogio piú grande per un'opera d'arte.

Brundibár era popolare nel ghetto per tre motivi principali: i detenuti potevano vedere i bambini coinvolti in un’esperienza teatrale; la natura allegorica della storia della vittoria su un tiranno poteva essere usata per sintetizzare l’allora attuale oppressione politica subiti dai detenuti; e la musica era accessibile, piacevole e memorabile. Ogni melodia dell’opera faceva riferimento al leitmotiv nel rappresentare i caratteri (Brundibár, gli animali) e le situazioni (la ricerca del latte, la marcia della vittoria). La parte orchestrale era sufficientemente delicata e impegnativa per intrattenere sia le orecchie degli intenditori che quelle degli inesperti. La musica faceva scarso uso in termini di dissonanza, ma incorporava il jazz e gli elementi folk in una maniera affascinante e studiata alla perfezione. Il colore ceco è riconoscibile nelle melodie dei valzer, nell'inclusione dell’assolo del suonatore d'organetto e nella prima melodia che i bambini utilizzano per cercare di guadagnare soldi.

La performance dopo Terezin

La storia completa relativa alle rappresentazioni di Brundibár dal 1944 al 1975 non è documentata. Grazie agli sforzi di Joža Karas, un violinista ceco di origine polacca che viveva negli Stati Uniti, Brundibár fu introdotta nei Paesi di lingua inglese: in anteprima negli Stati Uniti nel 1975 , in lingua inglese in Canada nel 1977 e in lingua tedesca nel 1985 al St Ursula Gymnasium di Friburgo in Brisgovia. Karas e sua moglie Milada fornirono la prima edizione inglese, edita da Tempo Praha nel 1993 (rieditata nel 1998). Nel 1995, l'organizzazione Jeunesses Musicales Deutschland creó

Il ‘Progetto Brundibár', un'iniziativa intergenerazionale che coinvolge i testimoni oculari invitati a raccontare il loro passato agli attori, un compact disc di musica di Krasa, un video con le interviste degli artisti sopravvissuti e clips relativi alle rappresentazioni dell’opera. Gli insegnanti e gli studenti hanno ricevuto materiali di ricerca sulla Germania nazista, su Terezín e sui programmi culturali del ghetto. Il  ‘Progetto Brundibár' ha prodotto centinaia di rappresentazioni dell'opera in Germania e in Europa orientale dal 1999 in poi. Un sviluppo simile ha avuto luogo negli Stati Uniti, nel Regno Unito e altrove nel corso degli ultimi dieci anni. Uno sviluppo più recente della storia Brundibár è l’adattamento alternativo Inglese di Tony Kushner del 2003 per l’opera di Chicago. Nel 2014, in occasione del 70 ° anniversario dell’ultima grande rappresentazione di Brundibár all'interno del ghetto di Terezin, l'opera è stata eseguita per la prima volta a Sydney, con una messa in scena che ha unito i bambini della scuola di Sydney e il vasto pubblico ai sopravvissuti locali di Terezin e alle loro storie.

Di Joseph Toltz

Fonti

Score and Notes:

Krása, Hans and Hoffmeister, Adolf, Brundibár: Dĕtská`opera o dvou jednáních (Brundibár: a Children’s Opera in two acts); English version by Joža Karas, Piano and vocal score, Edited by Blanka Červinková; Published by Tempo Praha (Prague, 1993; 2nd edition revised and adapted, 1998)

Krása, Hans and Hoffmeister, Adolf, Brundibár: Dĕtská`opera Terezín 1943 (Brundibár: a Children’s Opera Terezín 1943); Orchestral score with Czech children’s parts; Published by Tempo Praha (Prague, 1993)

Books and Articles:

Brenner-Wonnschick, Hannelore, Die Mädchen von Zimmer 28; (Munich, 2004)

Ehrmann, František, Heitlinger, Otta & Iltis, Rudolph (eds) Terezín (Published by the Council of Jewish Communities in the Czech Lands, Prague, 1965

-           Frýd, Norbert, “Culture in the Anteroom to Hell”

-           Franĕk (Freudenfeld), Rudi, “Brundibár”

Karas, Joža, Music in Terezín 1941-1945 (New York, 1985)

Nettl, Paul, The Jews of Czechoslovakia: Historical studies and surveys (Philadelphia, 1968)

Rovit, Reberra, “The Brundibár project: Memorializing Theresienstadt children's opera” Performing Arts Journal; Vol. 22; Issue 2; May 2000, p111-122

Spitz, Ellen Handler Museums of the mind : Magritte's labyrinth and other essays in the arts; Yale University Press, (New Haven, 1994)

Ullmann, Viktor, 26 Kritiken uber musikalische Veranstaltungen in Theresienstadt (Hamburg,1993)

-           Schultz, Ingo, “Theresienstädter Musiker in Ullmann’s Kritiken Biographischer Anhang”

Private Interviews:

Hanka Drori (2008), Greta Klingsberg (2008), Jaroslav (Jerry) Rind (2003), Ela Weissberger (2004)

Synopsis

Aninka and Pepíček, two little children, have a sick mother.  The doctor has prescribed milk for her health, and they go to seek it in the town marketplace, but they have no money to purchase it.  Three traders hawk their wares: an ice-cream man, a baker and a milkman.  The children engage the milkman in song, but he tells them that they need money for milk.  Suddenly the children spot the organ-grinder, Brundibár, playing on the street corner.  Seeing his success, they decide to busk as well (and proceed to sing a song about geese), much to the annoyance of the townsfolk and Brundibár, who chase them away.  Three animals – a sparrow, cat and dog – come to their aid, and together they recruit the other children of the neighbourhood in their plan.  Night falls, the dawn comes, the children and animals begin morning exercises and the townsfolk get ready for the day.  The plan goes ahead: the animals and children drown out Brundibár; they then join in a beautiful lullaby.  The townsfolk are very moved and give Aninka and Pepíček money.  Suddenly, Brundibár sneaks in and steals their takings.  All the children and the animals give chase and recover the money.  The opera concludes with a victory march sung about defeating the evil organ-grinder.

Performance details, 1942-1944

The premiere performance of Brundibár was given as a celebratory gift to the director of the Jewish orphanage, Moritz Freudenfeld, and was directed by Rafael Schächter.  After Schächter’s sudden deportation to Terezín, Rudi Freudenfeld assumed control of the rehearsals.  František Zelenka, an architect and stage designer formerly of the National Theatre and Liberated Theatre, took over the direction of the opera. He designed a simple set of three large fences made up of several boards with three posters stuck on them.  The posters had a sparrow, cat and dog wittily presented, and the animal characters would stick their heads through the poster when they first appeared in the action.  Since it was being staged in the dining room of the orphanage, without space or resources for orchestra, three players had to suffice: a pianist, violinist and drummer.

Rudi Freudenfeld took the decision to smuggle the piano score of Brundibár into Terezín in his allotted 50kg of luggage, and arrived on 7 July 1943.  Ela Steinova Weissberger described her selection as a principal character (the Cat), explaining that her room (Room 28 of the Czech Girls Home) was already well known for its musical activities.  The audition panel went straight to Tella Polak (the madricha (leader) of the room) to ask if she had any skilful singers, and she recommended Ela.  The preliminary auditions were held in the space that was to become the rehearsal area: the attic of L417. Rafael Schächter was the prime auditioner, and Weissberger recalls:

'So here we came to the attic for auditions, but even now the kids are asking me "What did you sing for your audition?", and I say "La la la" – he (Rafi Schächter) was asking which level of voice type and what (character) was interesting [to me].'

Two of the principals had already played singing roles in a performance of the Bartered Bride and other operatic productions, and Rafi Schächter selected them immediately in the main roles: Pintǎ Mühlstein (Pepíček) and Greta Hofmeister (Aninka).  Ela Steinova played the cat, Stefan (later Rafi) Herz-Sommer played the sparrow, and Zdenĕk Ornest played the dog. The greatest recruit was Honza Treichlinger, who played Brundibár in every performance.  According to Rudi Freudenfeld:

'Brundibár] is a character full of mental conflict for the children.  They always had sympathy for beggars and poor people, but this one was wicked, ugly.  Honza, quite instinctively, made the character of Brundibár so human, that, although he played a wicked character, he became the darling of the audience, and not only of the children in the audience.  He learned to "twitch the whiskers" which we stuck under his nose.  He twitched them so well, and at just the right time, that tension relaxed in the auditorium and often we could hear the children releasing their bated breath.'

As a result of malnutrition, sickness would inevitably result in absences in other leading roles.  According to Joža Karas, all three main principals (Aninka, Pepíček and Brundibár) played in all performances.  This is a contentious assertion for the two surviving principal performers.  Weissberger asserts that she too performed in all performances, whilst Greta Hofmeister Klingsberg disagrees. Weissberger notes that Maria Mühlstein (Pinťa’s sister) and her friend Anna Flachova both stood in for Hofmeister when she was ill, and Maria stood in for Rafi Herz-Sommer as the bird.  In further interviews with other survivors, Hanka Polak Drori mentions playing the role of the dog, along with Susan Klein, replacing Zdenĕk Ornest at various times.

Again, František Zelenka was given charge as stage director, this time with assistance of an exceptional choreographer from Vienna, Kamila Rosenbaum.  Weissberger comments about organised movement:

'People are asking "why are you looking for some movement?" and I said, well, this [Brundibár] was the first time I learned how to dance, waltz and all that, and when we learned English waltz, my mother was an excellent ballroom dancer, and when I came one day, I said "Mom, I want to dance with you an English waltz." My mother looked at me and said "Where did you learn English waltz?" I said "Mrs Rosenbaum, she taught us how to dance", and within Brundibár, and I was humming and dancing with my mother.'

This testimony gives us a taste of the ‘normalising’ skills that children in the production acquired throughout their journey with Brundibár. Something as simple as dancing acquired an enhanced meaning not only in the camp, but became a positive post-war memory.

Zelenka began scouting for materials for the set, which were not easy to acquire in the camp.  With the help of the puppeteer, Brumlik, he began construction of the large paling fence in the loft of Q319, a barracks that housed blind internees.  Brumlik was the Hausältester (barrack supervisor) of that particular barracks, and enlisted a young carpenter, Jerry Rind, to transport the materials for the fence, taking wood from the Reitschule and bringing it to Brumlik. As a reward, Jerry was allowed to see rehearsals and at least four performances of the production.

In Terezín, Hans Krása wrote a new orchestral score for the work, arranging it for the available instruments: flute/piccolo, clarinet, trumpet, guitar, side drum and bass drum, piano, four violins, cello, double bass and accordion. To his great surprise, Schächter, who was too busy with other musical projects at the time, gave Rudi Freudenfeld the task of conducting this production.  According to his account:

'I went to him (Schächter) for instructions daily.  He had his "studio" in cellar L410.  There he sat at a larger harmonium, sang and played and I had to "conduct" him.  He had his own way of telling me what to do, and where to put my left "fin" and such-like, but bit by bit he went through the whole score with me.  We marked the entrances, what gestures to use, and he taught me everything a conductor must know.  At the first orchestral rehearsal he went through the whole orchestral part himself first.  One could see how he was enjoying himself.  How long since he had conducted an orchestra!  Then he handed me the baton, went to stand beside me and I conducted.  When the children joined in, everything was all right.  And thus I also became a Terezín conductor.'

Musical characteristics of Brundibár

In all the literature, Brundibár  stands alone as the only work of its time written completely for children to perform (with an all-adult orchestra).  Other important works that may have influenced both Hoffmeister and Krása include Der Jasager by Bertolt Brecht and Kurt Weill, Wir Bauen eine Stadt by Paul Hindemith, L’Enfant et les sortileges by Maurice Ravel, Hänsel und Gretel by Engelbert Humperdinck, Peter and the wolf by Sergei Prokofiev and Příhody lišky Bystroušky (The Cunning little Vixen) by Leoš Janáček. Hoffmeister and Krása probably took direct inspiration from the pedagogical success of Der Jasager (performed over 200 times in schools in Weimar Germany).  This is borne out by a quote from Hoffmeister after the war:

'We have actually an opera as a Brechtian didactic drama,’ calmly described Adolf Hoffmeister after the war, who had set off in time to England ... ‘through the solidarity of all children, they defeated the organ-grinder Brundibár themselves, because they did not leave themselves open to subversion.'

Dr Kurt Singer, a noted Berlin musicologist, wrote the only recorded review of the Terezín production of Brundibár:

Brundibár shows how a short opera of today should look and sound, how it can unite the highest in artistic taste with originality of concept, and modern character with viable tunes.  We have here a theme which has appeal for children and grown-ups alike, a moral plot motif recalling the old fairy tales, popular singing kept simple in choral sections but occasionally becoming quite complex in duets and trios, and a sensitive balance of dynamics maintained between a dozen instruments and three dozen singers.  We have also a Czech national coloration, music-making without recourse to modern experimentation (at which Krása is a master), a clever balance of scenic effects between the orchestra pit and the stage, an orchestra used with taste and economy and a singing line which is never obscured or smothered by the instruments … In this little opera, born of a serious mind and yet so pleasant to the ear, idea and form, thought and preparation, concept and execution are joined in a fruitful marriage of mutual collaboration: Whether it be cast in a large or small form, whether it be song or symphony, chorus or opera, there can be no higher praise for a work of art.

Brundibár was popular in the ghetto for three major reasons: inmates could see children enjoying a theatrical experience; the allegorical nature of the story of victory over a tyrant could be extrapolated to include the current political oppression suffered by the inmates; and the music was approachable, memorable and enjoyable.  Each melody in the work returns motif-style to represent characters (Brundibár, the animals) and situations (the quest for milk, the victory march). The orchestration is delicate and challenging enough to provide entertainment for sophisticated and inexperienced ears alike.  Harmonically, the music employs very little in the way of overt dissonance, but incorporates jazz and folk elements in subtle and charming ways.  Czech coloration appears in the waltz melodies, the inclusion of the organ-grinder solo and the first melody that the children employ to try and earn money.


This English production of Brundibár by Ronald Corp’s New London Children’s Choir was broadcast by the BBC in 1995. It was stage directed by John Abulafia and directed for TV by Simon Broughton.

Performance history post-Terezín

A comprehensive performance history of Brundibár cannot be traced from 1944 to 1975. Through the efforts of Joža Karas, a Polish-born Czech violinist living in the United States, Brundibár was introduced to the English-speaking world, premiering in the United States in 1975, with the English premiere in 1977 in Canada and the German premiere taking place in 1985 by the St Ursula Gymnasium in Freiburg am Breisgau. Karas and his wife Milada provided the first English translation, published by Tempo Praha in 1993 (revised 1998). In 1995 the organisation Jeunesses Musicales Deutschland established 'The Brundibár Project', an intergenerational undertaking involving invited eyewitnesses who explained their past to the actors, a compact disc of Krása’s music, a video with interviews from surviving performers and clips of Brundibár performances.  Teachers and students received research materials about Nazi Germany, Terezín and the ghetto’s cultural programs.  'The Brundibár Project' generated hundreds of performances of the opera in Germany and Eastern Europe from 1999 onwards, and an explosion of performances has similarly taken place in the United States, the United Kingdom and elsewhere in the past decade.  A more recent development in the Brundibár story has been an alternative English adaptation by Tony Kushner for the Chicago Opera production of 2003. In 2014, to mark the 70th anniversary of Brundibár's final potent performance inside the Terezin Ghetto, the opera was performed in Sydney for the very first time in a fully staged production that brought Sydney school children and wider audiences together with local Terezin survivors and their stories.

 

By Joseph Toltz

Sources

Score and Notes:

Krása, Hans and Hoffmeister, Adolf, Brundibár: Dĕtská`opera o dvou jednáních (Brundibár: a Children’s Opera in two acts); English version by Joža Karas, Piano and vocal score, Edited by Blanka Červinková; Published by Tempo Praha (Prague, 1993; 2nd edition revised and adapted, 1998)

Krása, Hans and Hoffmeister, Adolf, Brundibár: Dĕtská`opera Terezín 1943 (Brundibár: a Children’s Opera Terezín 1943); Orchestral score with Czech children’s parts; Published by Tempo Praha (Prague, 1993)

Books and Articles:

Brenner-Wonnschick, Hannelore, Die Mädchen von Zimmer 28; (Munich, 2004)

Ehrmann, František, Heitlinger, Otta & Iltis, Rudolph (eds) Terezín (Published by the Council of Jewish Communities in the Czech Lands, Prague, 1965

-           Frýd, Norbert, “Culture in the Anteroom to Hell”

-           Franĕk (Freudenfeld), Rudi, “Brundibár”

Karas, Joža, Music in Terezín 1941-1945 (New York, 1985)

Nettl, Paul, The Jews of Czechoslovakia: Historical studies and surveys (Philadelphia, 1968)

Rovit, Rebecca, “The Brundibár project: Memorializing Theresienstadt children's opera” Performing Arts Journal; Vol. 22; Issue 2; May 2000, p111-122

Spitz, Ellen Handler Museums of the mind : Magritte's labyrinth and other essays in the arts; Yale University Press, (New Haven, 1994)

Ullmann, Viktor, 26 Kritiken uber musikalische Veranstaltungen in Theresienstadt (Hamburg,1993)

-           Schultz, Ingo, “Theresienstädter Musiker in Ullmann’s Kritiken Biographischer Anhang”

Private Interviews:

Hanka Drori (2008), Greta Klingsberg (2008), Jaroslav (Jerry) Rind (2003), Ela Weissberger (2004)